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RISPETTO PER LA MAGLIA

RISPETTO PER LA MAGLIA - Ultras Curva Nord Brescia

La partita Brescia-Modena di martedì sera è stata la fotografia perfetta dello stato pietoso in cui versa ormai il Brescia Calcio.

È stata una stagione orribile, devastante, in cui il susseguirsi di errori clamorosi e figuracce inaccettabili pareva aver raggiunto livelli difficilmente superabili.

Ci mancava solo lo scempio di un gesto sacrilego compiuto da chi aveva l’onore di indossare la nostra fascia di capitano, emblema storico di una maglia per la quale noi viviamo e soffriamo, per la quale ci sobbarchiamo sacrifici non indifferenti.

Un professionista non può reagire in quel modo ad un coro di disapprovazione, peraltro civile e levatosi spontaneo dei tifosi.

Emblematico poi il fatto che nessuno dei suoi compagni lo abbia “cazziato” in campo per il gesto ignobile che ha compiuto, la fascia ha dovuto raccoglierla e restituirgliela un giocatore avversario.

Ma da un gruppo di ometti senza orgoglio, senza attributi e senza dignità, non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Ci fossero stati dei leader feroci nello spogliatoio, gente che sapesse trasmettere ai compagni il sacro fuoco dell’ardore agonistico e dell’attaccamento alla maglia, questa stagione non si sarebbe rivelata così catastrofica. D’accordo gli imperdonabili errori e la totale assenza della società, ma lor signori sono lautamente e puntualmente retribuiti, non può esistere uno schifo di questo genere.

E si che gli esempi a cui ispirarsi non mancano, proprio nella nostra città un formidabile gruppo di Leonesse (loro si…) si è appena reso protagonista di un campionato trionfale corso a perdifiato, con uno spirito agonistico e di gruppo che i nostri maschietti viziati possono solo sognarsi. Guardando altrove vediamo gruppi di giocatori (Bari e Siena, tanto per non fare nomi) senza stipendio e con continue penalizzazioni in classifica, uomini che onorano le rispettive maglie con prestazioni di tutto rilievo.

È ormai palese che la gestione Corioni non ha più senso di esistere, società allo sbando, dilaniata da guerre intestine, in cui la parola dimissioni dovrebbe essere già stata pronunciata da tempo da dirigenti ingordi, incapaci ed indegni.

Signori imprenditori. L’immagine di Brescia che esce da questa storia è veramente brutta, non rispecchia quelle che, nonostante la difficile congiuntura economica, restano le peculiarità di un territorio laborioso e pieno di risorse. Abbiamo più volte ripetuto che non chiediamo nulla più che serietà, rispetto e lealtà, non pretendiamo scudetti o Champions League.

Vogliamo solo che la nostra provincia e la nostra città si stringano nuovamente attorno alla propria squadra di calcio, ritrovando quel senso di appartenenza e quell’attaccamento che farebbero di noi, di tutti noi, una vera potenza, oltre che a rivelarsi per voi un eccezionale veicolo che porterebbe dritto il vostro nome in ogni dove.

Dateci solo questa possibilità. A tutto il resto penseremo noi.

 

16/05/2014
Ultras Curva Nord Brescia